Salario di Cittadinanza

2 Mag

Quello che mi accingo a scrivere oggi è qualcosa che fa male anche a me, qualcosa che molti non condivideranno ma allo stesso tempo è qualcosa che è meglio mettere immediatamente sul piatto della bilancia perchè ignorare argomenti come questo non fa altro che danneggiare ulteriormente la coesione del paese e devastarne l’economia.

Uno degli argomenti principe del M5S alle elezioni politiche è stato quello del salario di cittadinanza. In sostanza si dice che lo Stato deve garantire a chi, per colpe non sue, non è in grado di trovare un lavoro e di sostenersi. Di per se è un’affermazione condivisibile, non certo da parte di chi ha un animo Liberale e crede che lo Stato debba aiutare ma non essere assistenziale ma in generale credo che nessuno avrebbe da obiettare qualora una misura simile fosse sostenibile.

Ci sono svariati motivi per cui una legge simile in Italia sarebbe a dir poco catastrofica, cerchiamo di sviscerarli assieme.

Questa legge andrebbe ad incrociarsi e legarsi indissolubilmente con lo Ius Soli, questo è il principio per cui i Bambini nati in Italia sono Italiani a prescindere. Una delle leggi che probabilmente questo governo approverà è relativa proprio a questo diritto, tale diritto implica che le migliaia di donne gravide che arrivano in Italia sul barcone della disperazione partoriranno un figlio Italiano e questo comporterà anche il diritto al ricongiungimento familiare quindi il diritto del padre di venire in Italia. In questo caso poi si dovrebbe pagare il Salario di Cittadinanza ad entrambi?  L’argomento è spinoso e non mi addentro oltre, per quanto sia personalmente favorevole allo Ius Soli gli intrecci con altre eventuali leggi mi preoccupa.

Un’altro dubbio mi viene in relazione alla sostenibilità di un provvedimento del genere. Un paese che non riesce nemmeno a pagare la cassa integrazione a chi il lavoro lo avrebbe anche come fa a pagare anche chi il lavoro non lo ha? Parliamo di miliardi di Euro ogni anno, non basta ritirare i Militari dalle missioni, non basta non comprare gli aerei, parleremmo comunque di cifre minime rispetto al costo di un provvedimento simile.

Il terzo ed ultimo dubbio lo ho sul Meridione. Ora, io sono Calabrese; amo la mia terra, sono orgoglioso delle mie origini e so per certo che umanamente non siamo secondi a nessuno ma diversamente da molti Meridionali come me io non giro la testa dall’altra parte per non vedere i difetti ormai  atavici della mia gente. Tante volte ho visto gente del Sud come me avere un moto d’orgoglio e difendere l’indifendibile. Lo so benissimo che noi conosciamo bene i mali della nostra terra e che non tutti questi mali possono essere combattuti dalla gente comune. Altresì non sopporto il Fatalismo tipicamente meridionale per cui ci si rassegna a tutto, per cui pur non essendo complici ci si gira dall’altra parte per il quieto vivere. Alla fine se vuoi rimanere al sud devi accettarne il sistema e diventarne parte. Io non lo ho mai accettato e non lo accetterò mai perchè so che possiamo essere migliori di così.

Dopo questa premessa esprimo il mio pensiero, è una frustata al cuore e me la do da solo. Cosa accadrebbe, in Calabria per esempio, se venisse istituito il salario di cittadinanza?

Succederebbe che la gente verrebbe incentivata al lavoro Nero, tutti a prendere il salario dello stato ed arrotondare se non arricchirsi con lo stipendio a nero. Ma ci saranno controlli mi direte, ed io non rispondo, amaramente sorrido…

No, un provvedimento del genere sarebbe il colpo di grazia alla dignità di un popolo già prostrato da una realtà balorda ed avvilente.

Vi prego non fatela questa legge, salvate le casse del paese e salvate la dignità del mio popolo e se davvero volete aiutarci allora date al Sud una vera DIGNITA’, dateci infrastrutture, servizi funzionanti, collegamenti con il resto del paese e sopratutto… Dateci Legalità ed una vera lotta alle collusioni con la criminalità. Dateci la possibilità di mettere in pratica la nostra intelligenza e non trattateci come pezzenti in cerca di elemosine.

Fabik

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6 Risposte to “Salario di Cittadinanza”

  1. Dino 2 maggio 2013 a 17:19 #

    Tu citi la Calabria, ma sappiamo benissimo che gli approfittatori sono ovunque; inoltre ricordo che le cifre del reddito di cittadinanza parlano di1000€ mensili: ci sono molti lavoratori che non prendono quella cifra andando a lavorare tutti i giorni e vogliamo darli a chi non lavora? Io stesso, che fino al mese scorso prendevo 1250€ mensili, facendomi un’ora e mezza di viaggio sui mezzi solo per raggiungere il posto di lavoro: significa 3 ore al giorno buttate per gli spostamenti, per non parlare di 82.50€ di abbonamento mensile; se mi dessero un reddito di cittadinanza di 1000€, darei immediatamente le dimissioni e me ne starei a casa.. mi converrebbe decisamente di più. Per non parlare della mia ragazza, di cui non dico le cifre, ma mi limito a far presente che lavora part-time.
    Questo per dire che si tratta di sparate inapplicabili non solo per le cifre che lo stato dovrebbe sborsare, ma anche per il fatto che più o meno metà degli attuali lavoratori lascerebbe il proprio impiego per godersi tale reddito, con conseguenze catastrofiche per l’economia del paese.
    A mio avviso sarebbe molto meglio investire per incentivare le aziende ad ampliarsi ed ampliare l’organico: investimenti tali da renderle più competitive sul mercato estero.. e perchè no, magari pagare i numerosi debiti in arretrato che lo stato ha contratto nei confronti di molte aziende private.
    Per concludere, la storia del reddito di cittadinanza mi sembra un cercare di comprarsi voti e consensi tra le persone, allo stesso identico modo di qualcun altro che promise di restituire l’IMU

    • fabik74 10 maggio 2013 a 16:19 #

      Caspita, questa del governo Prodi non la ricordavo affatto.

      In ogni caso concordo, una modifica del genere, se mai fosse auspicabile e fattibile, andrebbe armonizzata in un sistema più ampio altrimenti sarebbe puro assistenzialismo.

      Grazie della risposta!

  2. fabik74 2 maggio 2013 a 18:16 #

    Dici bene Dino, io cito la Calabria, ma la mia terra in questo caso è solo una citazione esemplare di quello che accadrebbe in tutto il centro-sud. Purtroppo nel Sud Italia si sono raggiunte punte di degrado inimmaginabili per chi non conosce quella realtà.
    Dirlo mi pesa tantissimo ma è la triste realtà, ciò non toglie che uno stato efficiente che desse dei veri servizi e portasse realmente la legalità cambierebbe le cose e di molto.
    Che poi la cifra di 1000€ di reddito di cittadinanza oltre che insostenibile sarebbe addirittura iniqua e controproducente è vero e sottoscrivo tutto quello che hai scritto

  3. Gianni 10 maggio 2013 a 14:38 #

    Ci provò Prodi nel 98, con il reddito minimo d’inserimento. La sperimentazione durò dal 98 al 2002, coinvolse 297 comuni e venne bruscamente interrotta appena la destra è salita al governo.
    Grillo la fa sembrare una cosa facile, ma istituire il salario di cittadinanza in Italia è un problema.poichè ancora non sono stati istituiti i leps, ovvero i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale, che dovrebbero stabilire il minimo a cui i cittadini hanno diritto.Il problema è che lo stato è stato defraudato delle competenze di indirizzo dei servizi socio assistenziali dalla riforma del titolo V e gli è rimasta la nuda e semplice competenza di definizione dei leps.
    Le regioni, dall’altro lato, operano indipendentemente da almeno 50 anni per diversi motivi, sicchè la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni trova un limite nel panorama estremamente frastagliato delle politiche regionali, che hanno creato soglie d’accesso e prestazioni molto differenziate per quanto riguarda le misure assistenziali.Livellare queste diverse realtà, anche solo per definire una soglia comune, è un’impresa assai ardua, ed i dibattiti a riguardo, sia tecnici che dottrinali, sono ancora in corso,
    la diversità degli apparati amministrativi tra nord e sud e tra regione e regione è inoltre così elevata che rende molto difficile organizzare e diffondere il rigoroso metodo amministrativo necessario per la somministrazione dei “means test” (le prove dei mezzi, che verificano le possibilità economiche del richiedente) e per la creazione di un sistema informativo nazionale decente.
    le amministrazioni devono inoltre rispondere alle logiche delle”Politiche attive”; ovvero dei percorsi formativi per immettere le persone nel mercato del lavoro, che risultano essere ben più importanti dello stesso contributo economico. Nei vari paesi Europei queste politiche si accompagnano da sempre al contributo economico del reddito di cittadinanza e vengono gestite a livello locale, per cui, anche in questo caso, le differenze tra i vari apparati amministrativi locali fanno la differenza. In buona sostanza, per parlare di reddito di cittadinanza, è necessario un lungo processo di unificazione nazionale, se non altro per quanto riguarda l’amministrazione.
    Se ti interessa posso pubblicarti un post più preciso sui problemi riscontrati dalla commissione Onofri sulla sperimentazione del reddito minimo d’inserimento!
    p.s. le tue considerazioni sul peso del lavoro in nero sono più che centrate, infatti, all’epoca della sperimentazione del reddito minimo, diverse amministrazioni locali si trovarono costrette ad attribuire un reddito fittizio a chi dichiarava 0, colpendo a casaccio evasori in nero ed effettivi indigenti.

    • fabik74 10 maggio 2013 a 16:21 #

      Caspita, questa del governo Prodi non la ricordavo affatto.

      Concordo pienamente su quello che hai scritto, anche volendo attuare un provvedimento del genere andrebbe armonizzato con tutto un sistema rinnovato.

      Fantascienza insomma…

      P.S.
      Grazie del commento

  4. fabik74 5 giugno 2013 a 07:08 #

    L’ha ribloggato su Come Cyrano.

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Io non uscirei mai, sì, per negligenza, un affronto non ben lavato, la coscienza, gialla ancor di dormita, nell'angolo dell'occhio, con l'onore gualcito, gli scrupoli in ginocchio, ma io proceso e sono, in piena lucentezza, piuma d'indipendenza, pennacchio di franchezza.

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