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Il Sistema Fondazioni

8 Giu

Negli anni novanta emerse la necessità di trasformare l’intero sistema bancario italiano per aggiornarlo  rispetto alla “unità economica europea”,  L’Italia doveva affrontare l’apertura dei propri mercati ai partner europei.
Con  la legge-delega del 1990 (Amato-Carli) si sono configurate le fondazioni bancarie come soggetti pubblici che gestiscono il pacchetto di controllo della banca partecipata ma non possono esercitare attività bancaria;
i dividendi  devono perseguire “fini di interesse pubblico e di utilità sociale”.
Personalmente mi chiedo come si sia ritenuto di aprire il mercato creando degli enti i cui dirigenti sono eletti dai partiti politici, davvero non c’è stata una sola persona che si è alzata chiedendo se con tale indirizzo un singolo investitore straniero avrebbe mai messo soldi in una Banca Italiana? Sarò malizioso ma mi pare fin troppo evidente che si è dismesso il patrimonio pubblico delle Banche Nazionali regalandolo ai Partiti, che non possono gestire le banche stesse ma che possono gestire il fiume di denaro che le Fondazioni gestiscono per coltivare connivenze e clientele, nello stesso tempo dando posti di potere ben retribuiti ai vari politici, ex politici e trombati di turno.

Sul sito della camera dei Deputati si legge testualmente: “Le fondazioni di origine bancaria, nate nell’ambito del processo di privatizzazione delle banche pubbliche (c.d. legge Amato, n. 218 del 1990), sono soggetti non profit, privati e autonomi, che perseguono scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Attualmente le fondazioni sono 88 e dispongono di ingenti patrimoni che devono investire in attività diversificate, prudenti e fruttifere; dagli utili derivanti dalla buona gestione di questi investimenti traggono le risorse per sostenere attività d’interesse collettivo sulla base della legge (D.Lgs. n. 153 del 1999) e del loro statuto.”
 L’allora Governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi per rendere più appetibili le banche italiane agli investitori stranieri decise in questo modo di scorporare le fondazioni dalle banche ex pubbliche Spa con l’obiettivo di privatizzare le banche, e far sì che facessero scelte in base a criteri esclusivamente economici e di mercato. Così non è stato, perché i posti dirigenti sono spesso stati assegnati a uomini con stretti legami con la politica locale, e gli stessi statuti delle fondazioni prevedono che molte nomine al loro interno siano fatte da enti locali  e quindi di carattere politico.
Questo sistema  è troppo collegato al potere politico. La composizione degli organi delle fondazioni è caratterizzata da una prevalenza di membri espressi dagli enti del territorio in cui sorge la fondazione.
 In sostanza, istituzioni come Comuni e Province giocano un ruolo essenziale nella scelta di quei dirigenti che poi gestiranno le fondazioni che a loro volta controllano le banche.

Di nuovo dal sito della camera dei deputati:
“Il ruolo delle fondazioni bancarie e la natura giuridica di soggetti privati non profit sono stati definitivamente chiariti dalla sentenza n. 300 del 2003 della Corte Costituzionale che le ha confermate come “persone giuridiche private dotate di piena autonomia statutaria e gestionale” il cui scopo è quello di contribuire alla realizzazione di interessi di carattere generale in determinati settori.
Le fondazioni bancarie non hanno un ruolo gestionale nelle banche di cui sono azioniste. Esse sono, infatti, investitori istituzionali che dall’investimento dei loro patrimoni traggono gli utili necessari per svolgere l’attività filantropica, che si concretizza in oltre un miliardo di donazioni all’anno, rivolte a vari settori di interesse collettivo, fra i quali i principali sono: arte, attività e beni culturali; ricerca; educazione, istruzione e formazione; volontariato, filantropia e beneficenza; sviluppo locale; assistenza sociale; salute pubblica; protezione e qualità ambientale; sport e ricreazione. In questi settori le Fondazioni intervengono sia direttamente sia tramite progetti realizzati da soggetti terzi, privati e pubblici, purché non profit; non possono, infatti, fare donazioni a soggetti profit o a singoli cittadini.”
Alzi la mano chi sa che cosa si intenda con l’ultima affermazione di questa sentenza, qualcuno si aspetta sul serio che i politici che controllano le fondazioni possano curare altri interessi che non quelli delle clientele per i loro partiti e per loro stessi?
Sussurriamolo soltanto: “Montepaschi”…


Fonte: Ministero dell’Interno e Organi amministrativi delle Fondazioni. Elaborazione e ricerca dati a cura di Filippo Teoldi e Andrea Passalacqua

Fonte: http://www.lavoce.info/i-politici-ai-vertici-delle-fondazioni-bancarie/

E se invece facessimo qualche nome a riguardo di recenti nomine? Vediamo quante giovani tigri controllano la finanza di casa nostra?
Antonio Finotti, 84 anni, è stato eletto alla presidenza di Cariparo con decorrenza immediata e fino al 2018
Dino De Poli, 84 anni, e’ stato confermato alla guida di Cassamarca fino al 2018.
Giuseppe Guzzetti , 78 anni, presidente dell’Acri e di Cariplo, nuovo mandato scadenza 2019.
Tutti nel 2013… A però…

Chiudo facendo i conti della serva; qualcuno ha calcolato che il valore delle azioni detenute dalle fondazioni sia di numerosi miliardi di Euro, se lo stato fiunalmente privatizzasse le banche levandole alle mani unte della politica li incasserebbe quei soldi, attirerebbe capitali, anche stranieri.

Forse farebbero comodo

Io non uscirei mai, sì, per negligenza, un affronto non ben lavato, la coscienza, gialla ancor di dormita, nell'angolo dell'occhio, con l'onore gualcito, gli scrupoli in ginocchio, ma io proceso e sono, in piena lucentezza, piuma d'indipendenza, pennacchio di franchezza.

CodiceSociale

Se è illegale per un uomo provvedere a se stesso, come si può pretendere da lui che resti nel giusto…?!